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 Semplice, efficace.... di Admin
 
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Il vecchio Antisociale è bruciato.

Anonimo
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Di Jubei (del 23/03/2008 @ 21:15:18, in Varie, linkato 206 volte)

Ovviamente ora si fa un gran parlare di questi “Episodi di violenza” verificatisi durante il G8 di Genova, cavalcando le ridicole richieste di pena da parte del PM (76 anni per 44 persone, il che equivale a dire meno di 5 anni tutti ovviamente ridotti a zero grazie all’indulto) per i servi in divisa che massacrarono di botte i ragazzi e le ragazze che dormivano alla Diaz (oltre a tutti quelli trattenuti alla caserma di Bolzaneto).

 

Chissà come mai però all’epoca dei fatti si era tutti uniti nel gridare assassini ai BB, nell’affermare l’esigenza da parte dei cani col manganello di pestare a sangue ogni straniero, perché colpevole di portare scompiglio nella nostra italietta.

Perché in fondo è quello che ci piace, avere il nostro piccolo orticello curato e non capire un cazzo di tutto quanto quello che ci circonda.

Non riesco a capire come il personale medico e quello “civile” presente quella notte a Bolzaneto possa trovare la forza di dormire la notte visto quello che queste bestie hanno fatto. Si dice che col tempo si abbia la forza di perdonare, ma quello che si è visto durante quei giorni non è altro che la dimostrazione di una società che vive, si regge e continuerà a farlo, sulla violenza, sulla coercizione e sulle pratiche di umiliazione del singolo e delle comunità.

Adesso si alzano le voci anche del PD, lo stesso gruppo di gente che non approvò la commissione d’inchiesta sul G8: quello che i servi in divisa fanno deve restare impunito, non si può mettere in discussione la voce del padrone, ma solo intimidire, colpire, reprimere.

La realtà dei fatti attuali e l’impossibilità di confrontarsi sullo stesso livello con l’apparato statale, rende quasi indispensabile la visione di Zerzan e di altri come lui: non c’è possibilità nel dialogo, non vi è mai stata.

 
Di Jubei (del 09/02/2008 @ 22:59:39, in Varie, linkato 140 volte)
Quello che non so è il motivo per cui tutti si affannano alla ricerca di un qualcosa che in realtà non esiste. Unabomber diceva che l'uomo si rende conto di un'impotenza generale nei confronti della società industriale e crea delle piccole o grandi attività sostitutive per non sentirsi inutile. Come esempio maggiore egli ha adoperato l'imperatore del Giappone, famoso per la sua conoscenza incredibile dei pesci d'acqua di mare.

La città una fossa comune, così come la campagna e più in generale la nostra epoca. Ci fondiamo e basiamo essenzialmente su un qualcosa che non può che essere definito come fittizio, consolatorio: un buon lavoro, un buon reddito, una bella macchina e via dicendo. Sono cose, oggetti e sensazioni che non fanno altro che riaffermare con forza l'inutilità di una vita basata sul capitale.

La società industriale ci sta uccidendo giorno dopo giorno, siamo incapaci di riaffermare anche i più semplici principi di convivenza umana. Tutto scorre velocemente, troppo velocemente.

Tutto.
 
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